La recente svolta green del Marocco

Written by on 9 Mar 2017

Alberto Claudio Sciarrone Blastingnews 08-05-2017

Lenergia rinnovabile sta andando forte in #Marocco in questi ultimi anni. Lo scorso anno il Marocco ha proibito l’utilizzo delle buste di plastica, ha lanciato nuovi piani per estendere le reti tranviarie urbane a Casablanca e a Rabat oltre ad aver iniziato un processo di sostituzione di vecchi autobus e taxi altamente inquinanti. Tra i vari progetti in cantiere, vi è quello di dotare circa 600 moschee di pannelli solari per produrre #energia pulita entro marzo del 2019, per permettere anche ai luoghi di culto di non inquinare.

I progetti, in questo ambito, riguardano non solo la sfera nazionale, ma anche quella locale.

Ouarzazate, il più grande impianto solare al mondo

Nel 2014 il paese ha aperto il più grande impianto eolico nell’intera Africa, a sud, vicino alla città di Tarfaya. Questo impianto è costituito da 131 turbine, produce 300 megawatt ed è capace di alimentare una città come Marrakesh. Il progetto non è l’unico in questo settore: nel 2016 sono iniziati i lavori per il più grande impianto solare nel mondo a Ouarzazate, nel deserto del Sahara. Tale opera è formata da un complesso di 4 impianti solari, chiamato Noor complex (Noor in arabo vuol dire luce) che, una volta completato, fornirà energia pulita a oltre un milione di case riducendo le emissioni di anidride carbonica di 760.000 tonnellate all’anno secondo il Climate Investment Funds (CIFs). Ouarzazate era famosa prima solo come location per i film di Hollywood grazie alle riprese di Lawrence d’Arabia, Il gladiatore e La mummia. Con l’avvio del nuovo progetto, la zona è stata riqualificata e sono stati creati nuovi posti di lavoro.

La costruzione dell’impianto è stata possibile grazie a vari finanziamenti tra i quali quelli della Banca europea degli investimenti, l’Agenzia francese per lo sviluppo, la Banca africana di sviluppo, le Nazioni Unite e la Banca Mondiale. L’impianto utilizza la tecnica della concentrazione solare, più costosa dei normali pannelli fotovoltaici ma che, a differenza di questi ultimi, permette lo stoccaggio dell’energia. Durante questo processo i pannelli solari accumulano energia dalla luce del sole riscaldando un liquido che, una volta mescolato con acqua, raggiunge la temperatura di circa 400 C°. Il vapore prodotto da questa operazione aziona una turbina e genera energia elettrica. L’impianto Noor 1 è attualmente in funzione rispettando i tempi prestabiliti mentre gli altri tre non sono stati ancora ultimati. Questo progetto fa parte del Piano energetico nazionale, che ha come obiettivo quello di ottenere il 42% dell’energia da fonti rinnovabili (energia solare, eolica e idroelettrica) entro il 2020.

Il primo bike sharing in Africa

Grazie al suo impegno nei confronti dell’#Ambiente, il Marocco ha ospitato a Marrakesh la conferenza sul cambiamento climatico (COP22 ) dal 7 al 18 novembre 2016, con la partecipazione di 196 stati e centinaia di Ong, imprese ed associazioni.

L’obiettivo è stato rendere operativo l’accordo siglato a Parigi un anno fa per limitare i danni causati dai cambiamenti climatici, in particolare la crescita della temperatura globale e il bilancio finale è stato positivo.

In occasione di questo evento è stato inaugurato inoltre il progetto di bike sharing a Marrakech denominato Medina Bike, il primo in tutta l’Africa, con oltre 300 bici a disposizione. Il servizio è offerto dalla società francese SMOOVE e si inserisce in una serie di iniziative lanciate nelle città del Marocco per promuovere la sostenibilità e lo sviluppo verde, incoraggiando gli abitanti a utilizzare veicoli non a motore. Le postazioni di Medina Bike (in tutto 10) saranno posizionate in prossimità dei principali punti strategici di Marrakech: dalle stazioni ferroviarie alle università, dagli ospedali ai luoghi d’interesse turistico, centri amministrativi, commerciali e parcheggi. “Marrakech è diventata la prima città in Africa a lanciare un programma di bike sharing e speriamo di replicare questa attività in altre città marocchine” ha dichiarato Hakima El-Haite, il Ministro dell’Ambiente del Marocco alla cerimonia di inaugurazione di questo progetto.

Il Marocco non ha riserve di combustibili fossili ed è quasi interamente dipendente dalle forniture straniere, con un alto costo per il bilancio statale. Da qui l’idea di puntare sull’energia pulita dove il paese arabo si sta dimostrando all’avanguardia non solo in Africa, dove è leader indiscusso, ma anche a livello mondiale.


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